Antonello da Messina. Biografia & opere

Il principale pittore siciliano del XV secolo fu Antonello da Messina. Egli incontrò gli artisti fiamminghi durante il suo apprendistato a Napoli, e nel suo lavoro si sforzò di fondere il loro minuzioso dettaglio con la monumentalità e gli studi spaziali della pittura rinascimentale italiana, che apprese in particolare dai dipinti di Piero della Francesca. L’impatto di quest’ultima può essere visto in una delle più famose opere mature di Antonello da Messina, il San Sebastiano, che ha un’ambientazione perfettamente scorciata in prospettiva e strutturata simmetricamente.Il martirio di Cristo, con cui iniziò la sua carriera, con la Crocifissione di Sibiu, è un motivo costante nella sua opera. Tuttavia, il Salvator mundi, che richiama un’iconografia di Cristo tipicamente nordeuropea e che fu creato dal pittore a Venezia durante una delle sue numerose escursioni in Italia, è la sua prima opera d’autore. Poiché le carte e le notizie su Antonello da Messina opere sono poche, la vita di Antonello da Messina può essere ricreata solo utilizzando alcuni importanti dati cronologici scoperti attraverso un’indagine rigorosa, estesa e paziente.

Poiché non abbiamo ancora ottenuto il certificato di nascita dell’artista, anche la data di questo evento è speculativa, basata sul confronto di diverse carte. Antonello “morì in età di 49 anni”, secondo il Vasari, e data la data del 14 febbraio 1479 nel testamento scritto dal notaio Antonio Mangianti, possiamo stimare che sia nato intorno al 1430.Antonio de Antonio (o de Antoni), figlio di Giovanni de Antonio e Garita, è il nome del pittore, secondo gli accademici (probabilmente un diminutivo di Margherita).

Antonello fu impiegato a Venezia nel 1475, dove fu anche impegnato nell’esecuzione della famosa Pala di San Cassiano, che era stata commissionata da Pietro Bon, l’inviato di Venezia a Tunisi. I dipinti di Antonello furono elogiati per i ritratti “naturali” e per la sua capacità di fondere una struttura prospettica impeccabile, frutto della sua conoscenza delle migliori avanguardie creative italiane con la passione per la descrizione del dettaglio e della luce nel segno fiammingo. Il periodo veneziano è uno dei più documentati nell’opera di questo artista, con il maggior numero di pezzi rimasti, anche se ora sono divisi tra numerosi musei.Una delle poche date certe è il 1457, quando Antonello, non ancora trentenne, è indicato come “discretus magister” sui documenti notarili.

Questo è un vecchio modo di indicare che il pittore messinese era già autosufficiente, con la sua bottega aperta al commercio.Una confraternita di Reggio Calabria commissionò nello stesso anno un gonfalone di San Michele dei Gerbini, un’opera perduta. Il gonfalone era un’opera d’arte devozionale, di solito dedicata alla Madonna, che veniva dipinta su due lati ed era abbastanza piccola da entrare in una cornice di legno riccamente intagliata. Antonello da Messina eseguì numerosi gonfaloni durante la sua carriera, incluso uno per la confraternita di Santa Maria della Carità. Il probabile viaggio di Antonello nell’Italia centrale e il suo soggiorno a Roma, dove deve aver incontrato Piero della Francesca, che stava lavorando ai dipinti richiesti da Pio II nella Camera della Santità di Nostro Signore, sarebbe avvenuto tra il 1458 e il 1459. (come risulta da un documento dell’archivio papale).

Antonello da Messina. Biografia & opere

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